mercoledì 16 settembre 2020
"Dieci giornate per me posson bastare" (semicit.)
domenica 6 settembre 2020
Fare dello spirito
Immaginate di trovarvi nel bel mezzo di una funzione religiosa organizzata in un grande luogo aperto, assieme a un discreto seguito di persone rigorosamente munite di mascherina chirurgica e sedute su sedie distanziate l'una dall'altra e debitamente sanificate.
Immaginate il celebrante, persona robusta e personalità di spicco della comunità locale, il quale, dopo aver sottolineato le precauzioni da prendere nei momenti di convivialità, gioisce (davvero!) della prospettiva di ricominciare le funzioni dopo la pausa estiva e proseguirne lo svolgimento all'aperto, perlomeno fin quando lo consentiranno il meteo, la temperatura e (ultimo, ma non ultimo) il Governo.
Immaginate l'occasione, colta dal celebrante nel corso della funzione, per omaggiare di un premio un'altra personalità ivi presente, appartenente al mondo civile e non canonico, ma di pari caratura - nonché robustezza - all'interno della medesima comunità.
Immaginate la sorpresa dell'omaggiato, il quale, a fronte dell'inaspettata laudatio, non essendosi preparato alcuna gratiarum actio, non trova miglior modo per ringraziare il celebrante che dargli due bacetti sulle gote, cosa che, se non ci trovassimo nel presente momento storico (quod non), non avrebbe suscitato lo sconcerto della folla.
Immaginate il mormorio delle persone lì presenti mentre il premiato, direttosi con passo sicuro verso l'impreparato elogiante e schioccatigli due baci sulla guancia, realizza che la sua non è stata propriamente un'idea geniale.
Immaginate il celebrante che, a fronte del funzionario civile paonazzo e imbambolato davanti a lui, dopo un attimo di esitazione, afferma, bonariamente e ironicamente allo stesso tempo: "Be', giustamente non ci si può dar la mano..."
Ecco, in quel momento, mentre l'imbarazzo veniva scongiurato e la gente rideva, ho pensato: "Chi, meglio degli uomini di Chiesa, capisce quando è il momento giusto per fare dello ...spirito?"
Spiritosamente vostro,
Er Matassa
sabato 5 settembre 2020
Il ragazzo che giocava con il fuoco
venerdì 4 settembre 2020
Un settembre particolarmente minaccioso
Odio settembre.
A dir la verità, fintanto che andavo a scuola, mi piaceva l'idea del rientro, del ritrovarsi tutti insieme in classe dopo tre mesi di dispersione più o meno interessanti.
Da quando ho iniziato l'Università, invece, ho sempre odiato settembre. Con tutti gli impegni (dapprima universitari, poi professionali) e le scadenze che incombono e il freddo che torna, lentamente ma inesorabilmente, a imperversare per le strade.
Settembre è arrivato anche quest'anno, ma proprio quest'anno temevo il momento come non mai.
Sul perché ho l'imbarazzo della scelta. Proviamo ad andare con ordine.
i) Ho trascorso tre mesi della mia vita soltanto sui libri, come forse non facevo dai tempi dell'Università (motivo per il quale ho anche trascurato l'aggiornamento del blog). In rapporto al tempo impiegato, però, ne ho tratto un profitto ben minore: lo stato attuale di avanzamento del lavoro è disastragico. La scadenza importante è ormai imminente e qualsiasi speranza che avessi di un'eventuale proroga (anche a causa dell'emergenza sanitaria, che ha costretto alla chiusura numerose biblioteche) è da poco sfumata. Purtroppo l'ansia perenne - che mi ha accompagnato per l'intera estate e anche prima - non è arrivata a un livello tale da darmi l'accelerazione di cui avevo bisogno per chiudere tutto non dico in bellezza, ma almeno dignitosamente; è bastata, invece, tra una distrazione e l'altra, a stressarmi e a farmi venire un febbrone a fine agosto, con ulteriori perdite di tempo e di energie. Mi rimane una settimana scarsa per fare del mio meglio. Chi vivrà, poi (e forse...) vedrà.
ii) In prossimità del termine di scadenza di cui al punto i) la mia ragazza festeggerà il suo compleanno. Conterà pure il pensiero, ma, oltre ai dovuti festeggiamenti, tocca scervellarsi per trovare qualcosa di dignitoso prima dell'ultimo minuto utile.
iii) Alla fine del mese si sposa la mia migliore amica, al matrimonio della quale farò da testimone. E anche lì, ovviamente, c'è il tema del regalo (e che regalo!), del vestito (si tratta, manco a dirlo, di un matrimonio a tema) e dell'organizzazione dell'addio al nubilato, e chi più ne ha più ne metta.
iv) In tutto ciò, dovrei anche pensare a mandare curricula in giro e andare alla ricerca di offerte di lavoro. Sì, ma quando?
v) Quello che è sicuro è che presto avrò bisogno di una vacanza vera e propria, dopo aver trascorso tutti gli scorsi mesi sui libri e - come detto - averne tratto ben poco profitto in rapporto al tempo impiegato.
Ove mai sarò sopravvissuto a tutto questo, s'intende.
Molto faticosamente,
Er Matassa
