domenica 1 novembre 2020

Un sandwich per agenda

Leggendo un recente post di Paola S., nel quale fanno la propria comparsa l'agendina dell'Autrice e il suo contenuto, ho pensato all'omologo taccuino del quale sono proprietario e che potrei chiamare, per i motivi che vedremo fra poco, "agenda sandwich".

Un chiarimento si rende necessario: nonostante non sappia rimanere indifferente a qualsiasi bontà gastronomica mi si pari innanzi - ivi inclusi i panini zozzi, con buona pace dei puristi della forchetta - il nome non ha nulla a che vedere con panini, hamburger et similia, ma attiene al contenuto e, anzi, all'aspetto che inevitabilmente assume la mia agendina al termine di ogni anno solare.

Della mia agendina cartacea, infatti, faccio gli utilizzi più vari (in termini di spazio e di impegni ivi annotati). Come sempre, la compro a fine anno per l'anno successivo e l'andamento del suo utilizzo può suddividersi, diciamo così, in tre fasi (o "strati", per restare in metafora).

A inizio anno compilo l'agendina e la utilizzo per segnarci soprattutto impegni di lavoro e appuntamenti.

Verso metà anno mi scordo di possedere un'agendina e mi segno le cose, magari, su Outlook e Google Calendar, applicazioni che spesso (e purtroppo!) ho direttamente a portata di mano, ossia sul cellulare o su desktop.

Verso il finire dell'anno - più o meno in questo periodo - riesumo l'agendina, stavolta, oltre agli impegni, inserendovi principalmente pensieri miei, libri letti e da leggere, film da vedere e frasi che mi hanno colpito.

Certo, potrei anche pensare che questa successione incarni una sorte di hegeliana triade dello spirito, nella quale sono raffigurati gli impegni, il rifiuto di essi e la sintesi tra questi due momenti. Di gran lunga, però, preferisco paragonare la mia agendina a una sorta di "panino" e pensare che, alla fine dell'anno, essa assomigli a una specie di sandwich "rovesciato", sol che se ne osservino i bordi delle pagine: usurate dall'utilizzo e scurite dall'inchiostro ai margini, limpide e ben delineate nel mezzo.

E proprio come quel che promette ogni anno di mettersi a dieta, ma continua inesorabilmente a posticipare il lunedì in cui essa avrà inizio, così alla fine di ogni anno, nonostante mi riprometta di non comprare l'agendina cartacea, finisco inevitabilmente con l'acquistarla, vendendo me stesso alla carta stampata, pur sapendo dentro di me che non potrà sfuggire alla regola del sandwich.

Affamatamente

Er Matassa




5 commenti:

  1. Beh, è una grande usanza.
    Io la uso per il blog, per dire... e finisce anch'essa per essere un sandwich strapieno^^

    Moz-

    RispondiElimina
  2. Io ho un'agenda dove sottolineo appuntamenti e avvenimenti più o meno importanti; programmi, impressioni, ma dove appiccico anche biglietti dei ristoranti, cinema (quast'anno radi), teatri, mostre, musei.. un poutpourri caciaroso, vezzo acquisito dal babbo (così come l'accumulo compulsivo di robe per casa..) ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche alcune mie agende (recte: ...periodi di agende, come detto nel post!) sono particolarmente "farcite" e, in questo senso, assomigliano autenticamente a dei panini :D

      EM

      Elimina
  3. Onoratissima di averti ispirato xD
    Adoro le agende vissute, piene di inchiostro, colori, post it, note a margine...le amo davvero.
    Bisognerebbe vivere esattamente così, come se fossimo una agenda sandwich ambulante, piena di cose vecchie, nuove, da riprendere o correggere <3

    RispondiElimina